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Ishmael

Ramses II, Abu Simbel, Egitto, 29 marzo 1850 – Foto Maxime Du Camp.

Nelle fotografie dell’Ottocento di siti archeologici vicino al monumento ripreso c’è spesso una persona in posa. Questo perché all’epoca per la quasi totalità delle persone le reali dimensioni di monumenti che si trovavano in paesi lontani erano sconosciute e una figura umana serviva da scala dimensionale. Bisogna pensare che i viaggiatori erano ben pochi e la Fotografia portava per la prima volta un immagine reale di luoghi visti al massimo in qualche disegno.

Nelle calotipie che Du Camp scatta in Egitto, secondo i suoi diari, si avvale sempre di un marinaio nubiano di nome Hajj-Ishmael. È una delle poche occasioni in cui questa presenza umana ha un nome.

Per saperne di più sul viaggio di Maxime Du Camp in Egitto clicca qui

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Un commento

  • Marina

    Importanza della fotografia per documentare i monumenti, i paesi e città lontani quando si viaggiava poco. Bravo il fotografo che si serviva di un uomo per dimostrare la grandiosità dei monumenti antichi.

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